STUDIO LEGALE VIRDIS
DIRITTO CIVILE, PENALE E AMMINISTRATIVO
CONSULENZA LEGALE - CRISI IMPRESA E SOVRAINDEBITAMENTO
PIANO ATTESTATO DI RISANAMENTO
Il piano attestato di risanamento (art. 56 del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza - CCII) è uno strumento stragiudiziale e privatistico a cui può ricorrere un imprenditore che si trova in stato di crisi o di insolvenza invertibile, al fine di risanare l'esposizione debitoria e riequilibrare la situazione finanziaria dell'azienda.
A differenza degli Accordi di ristrutturazione (ADR) o del Concordato preventivo, il piano attestato non prevede l'intervento del Tribunale ed è basato sulla totale riservatezza e sull'accordo diretto con i creditori.
Chi può accedere
Al piano attestato di risanamento può accedere qualsiasi imprenditore, sia commerciale che agricolo, indipendentemente dalle sue dimensioni (comprese le PMI e le grandi imprese), che si trovi in una situazione di crisi o di insolvenza transitoria, purché l'attività presenti concrete prospettive di continuità aziendale
Requisiti
I requisiti fondamentali per poterne usufruire includono:
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Presupposto oggettivo: l'impresa deve trovarsi in uno stato di squilibrio economico-finanziario o in una crisi che rende probabile l'insolvenza nei successivi 12 mesi, ma deve esserci una reale possibilità di invertire la rotta
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Obiettivo di continuità: il piano ha natura stragiudiziale e unilaterale; serve a risanare l'esposizione debitoria e a riequilibrare la finanza aziendale senza ricorrere alla liquidazione giudiziale
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Attestazione obbligatoria: il piano industriale e i dati aziendali devono essere necessariamente convalidati e certificati da un professionista indipendente iscritto nel registro dei revisori legali, il quale attesta la veridicità dei dati e la fattibilità economica del progetto.
La struttura e il contenuto del piano
Il piano viene redatto direttamente dall'imprenditore (spesso con l'aiuto di advisor finanziari e legali), deve avere data certa e contenere i seguenti elementi (v. art. 56, comma 2):
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indicazione del debitore e delle eventuali parti correlate, le sue attività e passività al momento della presentazione del piano e la descrizione della situazione economico-finanziaria dell'impresa e della posizione dei lavoratori
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una descrizione delle cause e dell'entità dello stato di crisi o di insolvenza in cui si trova
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le strategie d'intervento
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l'elenco dei creditori e l'ammontare dei crediti dei quali si propone la rinegoziazione e lo stato delle eventuali trattative, l'elenco dei creditori estranei, con l'indicazione delle risorse destinate all'integrale soddisfacimento dei loro crediti
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gli apporti di finanza nuova eventualmente previsti e le ragioni per cui sono necessari per l'attuazione del piano
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i tempi delle azioni da compiersi, che consentono di verificarne la realizzazione, e le iniziative da adottare qualora si verifichi uno scostamento dagli obiettivi pianificati
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il piano industriale e l'evidenziazione dei suoi effetti sul piano finanziario, e i tempi necessari per assicurare il riequilibrio della situazione economico finanziaria
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l'indicazione analitica dei costi e dei ricavi attesi, del fabbisogno finanziario e delle relative modalità di copertura, tenendo conto anche dei costi necessari per assicurare il rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro e di tutela dell'ambiente
Il ruolo dell'esperto attestatore
Il fulcro dell'intero strumento è la relazione scritta di un professionista indipendente (l'attestatore), iscritto nel registro dei revisori legali e avente i requisiti di terzietà previsti dalla legge. L'attestatore deve certificare sotto la propria responsabilità penale e civile:
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La veridicità dei dati aziendali presentati dall'imprenditore
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La fattibilità del piano, ovvero l'idoneità delle azioni previste a garantire il risanamento dei debiti e la continuità aziendale.
I vantaggi: scudo penale e revocatorio
Perché i creditori (e l'imprenditore) dovrebbero stipulare un accordo stragiudiziale tramite un piano attestato? Il motivo risiede negli "effetti protettivi" automatici che la legge concede ex post se il piano è attestato, qualora il risanamento dovesse fallire e l'azienda dovesse successivamente scivolare nella liquidazione giudiziale (fallimento):
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Esenzione dall'azione revocatoria: gli atti, i pagamenti effettuati e le garanzie concesse sui beni aziendali in esecuzione del piano attestato non possono essere revocati. I creditori che ricevono pagamenti o garanzie all'interno del piano sono al sicuro
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Esenzione dai reati di bancarotta: l'imprenditore e i creditori (es. banche) sono esenti dai reati di bancarotta preferenziale e semplice per i pagamenti e le operazioni compiute in esecuzione del piano
Differenze chiave rispetto agli Accordi di ristrutturazione (ADR - art. 57 CCII)
Ruolo del Tribunale
Piano Attestato di risanamento Accordo di ristrutturazione dei debiti
Nessuno. È un accordo puramente privato Necessario. Richiede il decreto di e stragiudiziale omologazione del tribunale
Blocco delle azioni esecutive
Piano Attestato di risanamento Accordo di ristrutturazione dei debiti
No. I creditori estranei possono continuare. Sì. Offre una protezione automatica
a pignorare o aggredire i beni o temporanea dai pignoramenti
Transazione Fiscale (Stralcio)
Piano Attestato di risanamento Accordo di ristrutturazione dei debiti
No, non è possibile imporre stralci forzosi Sì. È possibile stralciare i debiti fiscali
(cram-down) al Fisco o all'INPS anche forzosamente
Pubblicità
Piano Attestato di risanamento Accordo di ristrutturazione dei debiti
Riservato. Non c'è obbligo di iscrizione nel Pubblico. Viene obbligatoriamente iscritto
Registro Imprese (salvo scelta dell'imprenditore) nel Registro Imprese
In sintesi, il piano attestato è ideale per crisi fisiologiche o temporanee, dove vi è un forte clima di fiducia con le banche e i principali fornitori, e dove non si ha la necessità di bloccare azioni esecutive o di stralciare forzosamente i debiti con il Fisco.